Allo specchio

Sono ormai più di due mesi che io e il mondo là fuori, oltre la finestra aperta a spicchio, oltre la tenda di carta velina che sventola lasciando intravedere margherite gialle, siamo due cose incompatibili. Come quando cerchi di sciogliere dell’olio essenziale al rosmarino in una bacinella d’acqua, nulla da fare, le due sostanze sono due belve attratte l’una dall’altra che si fiutano a vicenda consapevoli che nessuna delle due farà il primo passo. Questo siamo io e il mondo esterno da quando la mia ginecologa zensuperzenchepiùzennonsipuò mi ha prescritto riposo totale e da quando mi sono inventata la #37weekchallenge.

Nel corso di questi ultimi mesi da matrioska allettata mi sono scervellata su tutti i possibili modi per sopravvivere all’immobilità, ho ragionato sul futuro del mondo manco fossi uno di quei leader impettiti seduti tutti composti intorno ad una tavola rotonda, ho fatto e disfatto mentalmente ogni singolo angolo della nostra casa giurando, croce sul petto, che avrei trasformato tutto non appena fossi stata in grado di stare in piedi, ho parlato con il chicco di riso che si mangia la vita a grossi bocconi dentro di me, gli ho detto che lo amo e lui sembrava alquanto compiaciuto visto il calcio che mi ha affondato nelle costole, mani amiche mi hanno mostrato che si può ballare fino a farsi venire il fiatone senza muovere un muscolo, se non quello della mente, ho scoperto che O’Tactac, il compagno che mi sono scelta per la vita, è la risorsa inesauribile che gli scenziati stanno cercando a sostituzione del petrolio e dell’acqua, ma questa grande rivelazione che potrebbe salvare il mondo, io la tengo per me, sì chiamatelo pure spietato egoismo. Ma soprattutto questa sfida, che ha come unico obiettivo il compimento della 37a settimana, traguardo oltre il quale il piccolo non sarà più considerato prematuro se dovesse decidere di venire al mondo, mi ha messo davanti a uno specchio.

Ebbene sì, in questi ultimi mesi mi sono guardata allo specchio. Ma non come ognuno di noi è abituato a fare ogni giorno, per aggiustarsi un ciuffo di capelli impazzito o per accorciare la barba troppo lunga. In questo caso lo specchio è un servo fedele che ci fa accuratamente rapporto sullo stato delle cose. Sei stanca, hai del rossetto sbavato, ti è rimasto del dentifricio sulla guancia. Il mio specchio invece è come il pazzo del paese che girovaga di notte per le vie che noi battiamo di giorno e chissà perché è sempre in grado di rivelarti la verità raccontandoti una menzogna dopo l’altra. Sì perché che cos’è una bugia se non l’esatto opposto della verità?

Eccomi qui allora, specchio specchio delle mie brame, sono pronta, sputa il rospo.

“Finalmente ti sei decisa! Ragazza mia, sei tra le codarde più incallite! Sì è così, non guardarmi con quell’espressione, hai deciso di interpellarmi? E allora stai zitta e guarda qui. Mmmh… Forse non sono stato chiaro, ferma il flusso impazzito dei tuoi pensieri, mi fai venire il mal di testa!
Dunque, dicevo, ah sì… guarda e ascolta. Ciò che ti mostrerò è un’immagine formata da opposti e contrasti. Diciamo che è la tua immagine attuale all’inverso. Perché? Che domande?! Perché è l’unico modo per fare entrare in quella tua zuccona dura come la roccia la figura riflessa di ciò che sei.
Ora che sei costretta a letto, guarda qui, tutto quello che eri abituata a fare nella vita frenetica di prima. Le torte a strati senza glutine e lattosio, buone quanto quelle normali, in barba agli scettici che schifano tutto. Le cene prelibate che ti sei inventata in cinque minuti nonostante il frigo fosse vuoto. Guarda bene, riesci a vedere tutti i viaggi di lavoro, ore e ore di instancabile attività e il desiderio di fare bene, sempre, a qualsiasi costo? Ascolta le parole che hai pronunciato per accarezzare l’anima di chi hai incontrato e le canzoni che hai cantanto a squarciagola per zittire la tristezza. Percepisci l’ammirazione infinita che sei riuscita a provare per coloro che sono fonte di ispirazione nonostante ti mancasse il tempo per seguire le loro orme. Afferra ancora la corda incorruttibile che ti lega cuore a cuore alle persone che ami, senti come tira? Prova ancora una volta quella scintilla di creatività mista a curiosità che ti ha spinto a fare mille cose senza seguire guide né ricette. Ti brucia ancora dentro? Ecco, questa sei tu, testa di rapa.”

LoreMaternity013

Grazie alla #37weekchallenge ho preso a fare il conto di tutto quello che facevo prima di essere una matrioska allettata. Ho parlato con lo specchio più rincitrullito e sincero del mondo. Ho realizzato che tutti i pensieri negativi su quanto fossi incapace e incompleta non erano altro che i perfidi attacchi di me stessa a me stessa. Ho capito che la sottoscritta, zuccona e testa di rapa, non può che essere fiera, almeno per una volta, di quello che è.

Se  avete bisogno di un bel bagno di autostima vi passo il numero del mio caro amico specchio (a vostro rischio e pericolo, s’intende).

 

 

One thought

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...